LogoPdTLineareNEWVERSION
LogoPdTLineareNEWVERSION

Privacy Policy

Cookie Policy

Tutti i diritti relativi a testi e fotografie presenti su questo sito appartengono a www.prendiamocideltempo.it, nella persona di Vincenzo Schinella. E’ proibita la riproduzione, anche parziale, in ogni forma o mezzo, nonché la pubblicazione o la redistribuzione di testi, contenuti e fotografie senza esplicito permesso dell’autore. Copyright Prendiamoci del Tempo© 2018- 2020. Created by Vincenzo Schinella. All Rights Reserved.​

prendiamocideltempo.it

Il grano giallo

Racconti, Tradizioni, prendiamoci del tempo, prendiamocideltempo, tradizioni, racconti, grano giallo, venerdì santo, settimana santa, tradizioni pasquali, pasqua, passione di cristo,

Il grano giallo

Antica e profonda tradizione del Venerdì Santo

0004granogialloa-1586971815.jpg

Le tradizioni pasquali, soprattutto nelle regioni del Sud Italia, rivestono un aspetto importantissimo dal punto di vista sociale e culturale.

 

Tra le tante, vi vogliamo parlare di un'usanza che affonda le sue radici nella notte dei tempi e che, col suo fascino, siamo sicuri vi catturerà.

 

Stiamo parlando dei vasi traboccanti di germogli di grano giallo, con cui è costume adornare i Sepolcri del Venerdì Santo.

 

Come si sa, la Chiesa Cattolica considera i giorni del Triduo Pasquale come giorni di 'lutto' durante i quali, tra le altre cose, si spogliano gli altari dai consueti paramenti e dalle composizioni floreali.

Il grano giallo è quindi il simbolo di questo lutto, un gesto appena accennato di addobbo, un segno di vita futura ma che ancora, essendo spogliato anch'esso dal suo colore abitualmente verde e rigoglioso, adorna gli altari con mestizia.

 

La sua preparazione era un tempo affidata alle donne che lo seminavano seguendo dei procedimenti e delle cadenze temporali ben precise.

 

La Pasqua è calcolata in base alle lunazioni: cade esattamente la prima domenica successiva alla prima luna piena seguente l'Equinozio di Primavera (tenendo fermo il 21 marzo come data di quest'ultimo).

 

Così, l'inizio della Quaresima coincide sempre con una fase di luna crescente: periodo in cui, si deve seminare il grano affinché raggiunga il giusto grado di crescita per quando dovrà essere usato.

La tradizione popolare, infatti, vuole che il grano debba essere seminato il primo venerdì di Quaresima

0004granogialloc-1586971544.jpg

Perché proprio il grano?!

Ma come mai il grano e non un altro cereale o una leguminosa?

Anche su questo aspetto, la tradizione popolare ha le sue spiegazioni come sempre affascinanti. La leggenda, infatti, narra che Maria nel suo peregrinare nei campi attorno a Gerusalemme durante i giorni della Passione del Cristo, abbia trovato nel grano un complice gentile: le spighe di questa graminacea si piegavano al suo passaggio agevolandole il cammino. Al contrario, sempre secondo la leggenda, facevano le distese di lupini le cui piante si avviluppavano alle caviglie della Vergine impedendole di proseguire: questo spiegherebbe, tra le altre cose, il perché i lupini siano amari dal momento che Maria ebbe a dire alle loro piante 'Possiate avere in voi l'amarezza che pervade me in questi giorni tremendi!'

0004granogiallob-1586971781.jpg

Come si prepara?

Ma torniamo al grano e vediamo, nel dettaglio, come si procede.

Si preparano i semenzai con del terriccio e della sabbia di fiume (un tempo, le donne, utilizzavano dei vasi di coccio o dei recipienti bassi e larghi ma non era inusuale che si costruissero appositamente delle cassette a forma di croce): si seminava quindi il grano e, avendo cura di tenere sempre umido il terriccio, lo si riponeva in luoghi bui quali cantine o, addirittura, dentro bauli inutilizzati. Per controllare le temperature, di norma rigide viste il periodo invernale in cui veniva effettuata la semina, si utilizzavano dei bracieri per scaldare eventualmente gli ambienti.

0004granogiallod-1586971794.jpg

Hai domande o curiosità? Cosa aspetti, commenta!