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Stroncatura con nduja

11-01-2026 12:03

Prendiamoci del Tempo

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Stroncatura con nduja

Questa ricetta nasce quando un calabrese emigrato al Sud, entra in un supermercato senza aspettativa alcuna e, inaspettatamente, trova la stroncatura...

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Questa ricetta nasce quando un calabrese emigrato al Sud, entra in un supermercato senza aspettativa alcuna e, inaspettatamente, trova la stroncatura al banco frigo come fosse la cosa più naturale di questa terra.
Ma, siccome il calabrese emigrato al Sud è un testone, la snobba il tutto con un ‘La stroncatura. Figurati chi po’ esseri’, e passa avanti.
Diciamo, a mia parziale discolpa, che ne avevo anche buone ragioni dal momento che questa pasta la conoscono poco anche in Calabria.  
Finisco di fare spesa, pago e vado via.
Ma poi mi ricordo di avere aperto una nduja buonissima proprio la sera prima.
Prima rotatoria utile e si torna indietro, giusto per dimostrare che noi calabresi non siamo poi così testoni e cocciuti come ci descrivono!
Acquisto fatto. 
Niente a che vedere con la stroncatura, poco di quel sapore acidulo e ‘terroso’, ma devo ammettere che la voglia la soddisfa e come.


Il piatto

 

Difficoltà: bassa

Preparazione: 15 minuti

Cottura: in pentola e in tegame, sul fuoco

Dosi: 4 persone

Costo: basso


Ingredienti

 

  • 320gr di struncatura
  • due spicchi d’aglio
  • due cucchiate di nduja
  • olio evo q.b.
  • pecorino q.b.
  • sale q.b.

Realizzazione

Se non avete ma i sentito parlare di questa pasta calbrese, tipica della zona di Gioia Tauro e siete curiosi di saperne qualcosa in più, vi lascio il link dove ne parlo meglio

Mettete su a bollire l’acqua per la pasta e salatela.

Private l’aglio della buccia, sminuzzatelo abbastanza finemente e fatelo andare in padella con una dose generosa di olio evo, a fuoco basso e stando attenti a non bruciarlo. Aggiungete la nduja e fatela sciogliere dolcemente togliendo addirittura il tegame dal fuoco, se necessario.

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Non deve cuocere, deve solo sciogliersi: la nduja soffre le temperature alte e rischia di virare su note amare, davvero brutte. 

Consentitemi una piccola divagazione di lessico.

AMICI CALABRESI in the world: ho detto AMARO, non PICCANTE… pecchì, pe nue, quandu na cosa è amara o coci (è piccante) è la stessa cosa 😂🤣😂

Andiamo avanti.

Calate la stroncatura e cuocetela un minuto in meno di quanto riportato sulla confezione. 

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Tiratela su e mettetela nel tegame con l’intingolo: aggiungete un pò di acqua di cottura e finite di cuocere mantecando lievemente.

Impiattate finendo con una spolverata lievissima di pecorino (io ho usato un romano).

Buon appetito.

Ti è piaciuta la ricetta?! Cosa aspetti: commenta!!!